Il termine anglosassone "low cost" (a costo contenuto), secondo le più recenti definizioni, è ormai compatibile con servizi o prestazioni professionali di qualità. In particolare, per il settore delle prestazioni mediche, il "low cost", oltre a dover essere di qualità non può che essere etico. Vale a dire, con tutte le caratteristiche di serietà e responsabilità professionale. Non può essere altrimenti per il professionista che esercita da sempre con passione nel proprio studio, e che ha una targa con un nome all'entrata dello studio. In sintesi, con una reputazione da mantenere giorno per giorno.
Tutti i low cost dentali sono uguali? per maggiori informazioni.
La filosofia che anima il programma "dentista low cost" è, anche, quella di poter fornire a tutti un'assistenza dentistica ed etica a costi accessibili e di alto livello, per sensibilità e convinzioni professionali, maturate in quasi vent'anni di attività.
Oggi, l'offerta odontoiatrica italiana è composta, in larga maggioranza, dagli studi dentistici privati e, in piccola quota, e da privati in strutture pubbliche (detti "service"), e da strutture completamente pubbliche; e purtroppo quest’ultime hanno spesso liste d’attesa molto lunghe.
Da qualche anno, è anche cresciuta l'offerta di grandi strutture private, spesso multinazionali, e di quelle che organizzano viaggi all'estero, il cosiddetto "turismo odontoiatrico". Ma l'attuale contingenza economica, con i relativi scenari futuri, e le considerazioni di carattere umanitario, pongono la pressante domanda quale delle componenti, prima elencate, debbano assumersi il ruolo sociale di garantire cure dentali e accessibili a tutti indistintamente.
Considerando quanto detto fin qui, si è convinti che questo ruolo debba essere ricoperto non certo dalle multinazionali del dentale né dal turismo odontoiatrico, in quanto lo scopo principale, ammissibile dallo loro prospettiva, è quello di curare esclusivamente il profitto in questa attività, che, si ricorda, è medica e ha che fare con la salute delle persone.
Riguardo a queste imprese che operano nel campo odontoiatrico non è certo rivelare un segreto come spesso siano di proprietà di gruppi finanziari, se non di banche. Per quanto riguarda il "turismo odontoiatrico", possiamo solo fare la semplice considerazione che prendere in carico un paziente distante dalla struttura sanitaria, dove si esercita, diverse centinaia di chilometri, renda molto difficoltoso il necessario rapporto continuativo e di vicinanza tra sanitario e paziente.
Nel turismo odontoiatrico, per ovviare a questo limite, gli interventi delle terapie odontoiatriche, spesso di carattere chirurgico, vengono concentrate in pochi giorni o in poche ore, mentre le stesse terapie eseguite in uno studio della propria città, o provincia, possono essere dilazionate in più settimane.
Sicuramente in molte di quelle strutture estere, il livello di qualità delle prestazioni è paragonabile a quello italiano, ma appare evidente che la possibilità di meno stress per il paziente, con la dilazione delle terapie complesse, siano elementi molto importanti nel successo terapeutico odontoiatrico.
Infine, un altro momento fondamentale, per questo successo nelle cure odontoiatriche, è l'assistenza post-trattamento; siccome spesso si tratta di una visita di pochi minuti, ci chiediamo come si possa fare con una struttura curante ad almeno 300 chilometri di distanza dalla propria residenza, per non parlare di un banale intervento, come una vite svitata in un pilastro di impianto, la cui marca non è detto sia nota o utilizzata dal dentista che viene interpellato in emergenza, nella propria città; o di un controllo di un apparecchio mobile.
Per rispondere alla domanda iniziale, si ritiene possibile che il patrimonio dell'offerta degli studi privati – e quello italiano è tra i migliori al mondo - adeguato agli scenari socio-economici attuali e futuri, abbia le risorse e le caratteristiche migliori per essere il titolare più adatto per questa missione etica, proprio attraverso politiche di "low cost" etico, eventualmente potenziate con l'auspicabile intervento amministrativo indiretto come la detraibilità al 100% delle spese dentistiche, anziché l'attuale 19%.
Ci si rende conto che lo sforzo per lo studio privato medio-piccolo sia impegnativo; ma con un po' di buona volontà, con le giuste scelte gestionali e di relazioni professionali, da parte di coloro i quali vedano l'odontoiatria principalmente come una missione sociale irrinunciabile, e con quegli interventi fiscali indicati prima, si è convinti che si possa fare molto e bene, allontanando il falso mito che l'odontoiatria sia solo un "business".

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